DOMANDE A JESHUA

Domande a Gesù
aggiornamento 22 marzo 2011

GENEALOGIA e NASCITA

Direi che la cosa più razionale sia quella di partire dalle origini: parlando della tua nascita. Già da questo primo approccio con la tua figura appaiono delle contraddizioni. Innanzitutto, soltanto due evangelisti ritengono opportuno stilare l’elenco dei tuo antenati, evidentemente per Marco e Giovanni queste non sono informazioni indispensabili, ma quello che stupisce è: perché se scorriamo le due genealogie non le troviamo uguali [1], come invece, logica imporrebbe?
Bene hai fatto ad usare il condizionale. Ma poiché entrambe le genealogie non sono da considerarsi storiche, ma teologiche, appare naturale che non coincidano. Piuttosto rispecchiano la volontà dei rispettivi scrittori. Ah, a proposito, direi di chiarire subito che a me sta bene chiamare gli evangelisti con i nomi che la tradizione ha loro assegnato. Così ci capiamo.

Bene continueremo con Matteo, Marco, Luca e Giovanni.Tornando alla genealogia: vorresti dire che i tuoi avi non sono quelli che troviamo nel vangelo di Matteo e Luca?
No non lo sono. Tu stesso, mi pare, che leggendo con occhio critico lo hai notato. La prima anomalia che salta all’occhio è che i due scrittori sembrerebbero non essere d’accordo neanche su mio nonno [2]. Per ognuno di loro questo elenco ha un significato teologico diverso. Matteo conta 42 generazioni partendo da Abramo, mentre Luca ne elenca 77 dal sottoscritto fino ad arrivare ad Adamo.
Faccio un esempio pratico: Matteo inizia il suo elenco, nonché il suo vangelo, con la frase “Libro delle origini di Gesù Cristo” [3] ponendo così una relazione con il libro della Genesi dove l’autore dichiara “Questo è il libro della genealogia di Adamo” [4].

Hai parlato di “prima anomalia”; ce ne sono altre che vorresti sottolineare? 
Devi sapere che nel mondo ebraico il concetto di padre e madre era diverso da quello al quale siete oggi abituati. A quei tempi chi contava era il padre; lui dava la vita. La funzione della donna era ridotta semplicisticamente ad essere un qualcosa che faceva crescere il seme maschile e lo portava dentro di sé fino alla nascita del bambino. La donna non veniva considerava assolutamente partecipe alla creazione di un figlio. [5] Tutto nasceva dal maschio. Detto questo, appare strano come l’evangelista inserisca nel suo elenco anche nomi di donne.

Quattro per la precisione.
. . . e con situazioni, diremmo oggi, “irregolari”.

Ne parliamo?
Parliamone, perché no. Almeno un breve cenno. . .

Tamar.
Tamar si è prostituita [6] ed ha partorito un figlio al suocero.

Racab.
Direi di sorvolare sulla traduzione in linguaggio odierno di questo nome [7]. Sottolineiamo, unicamente, che Racab era la tenutaria di un bordello. Per la precisione, del bordello di Gerico. Poi appare Rut, che non era una meretrice, ma una moabita, quindi una straniera. Infine abbiamo Betsabea, la moglie di Uria, con la quale Davide commise adulterio. [8]

Hai nominato un nome molto interessante che ricorre spesso nella tua storia: Davide. Ma avremmo modo di ritornarci sopra. Ora cambiamo argomento e parliamo di Betlemme e della tua nascita.
Sì. E. . . dimentichiamoci per un attimo il presepio.

In che senso?
Nel senso che il presepio, pur nella sua importanza, non è, come purtroppo spesso si crede, una rappresentazione realistica di quello che avvenne. San Francesco d'Assisi lo ha ideato per avere una percezione migliore di quel grandioso dono fatto da Dio agli uomini, rappresentato appunto dalla nascita del Salvatore. E' quindi una interpretazione realizzata mille e duecento anni dopo. Se guardassimo il presepio come fosse una foto di quei momenti, potremmo trovarci in difficoltà nel capire alcune cose.

Tipo?
Questa volta la domanda la voglio fare io a te. Posso?


Direi che è un tuo diritto.
Di certo tu conosci bene il vangelo e quindi non avrai difficoltà a dirmi chi furono i primi ... chiamiamoli “personaggi”, per rimanere in tema, che condivisero questo evento.


Facile! I pastori.
Bravo. Così è scritto nel vangelo.


Vuoi dire che non è vero?.
No, no! Vorrei soltanto approfondire questo particolare e rimuovere in te quella che ho ragione di credere possa essere l’immagine che hai del “pastore”. Vedi. . . non so se tu sai chi, o meglio, oserei dire cosa erano i pastori ai miei tempi.
I pastori vivevano fuori dai villaggi, nell’illegalità, perché erano soliti dedicarsi al furto per arrotondare quel poco che guadagnavano con le bestie. E vivendo giorno e notte con le bestie avevano finito per assomigliare loro. Di certo non erano tipi raccomandabili. Direi piuttosto che erano gentaglia da allontanare. “Se trovi un pastore caduto in un fosso, non tirarlo fuori, tanto è inutile, tanto per lui non c’è nessuna salvezza”. Queste sono le parole del Talmud. E questa era l’opinione che i pii capi religiosi avevano dei pastori.

Però tu, Gesù, nasci e ti mostri per primo proprio a questa categoria di persone.Vedi, il popolo aspettava il messia. Un inviato da Dio che avrebbe fatto giustizia. Lo stesso Giovanni Battista nel Giordano ne predicava la venuta.[9] E la sua idea di messia, che pure rispecchiava il sentimento comune a quel tempo, non era certo di un tipo tranquillo.[10]


Scusa, ma di Giovanni Battista vorrei parlarne dopo. Torniamo su queste visite, oserei dire inconsuete, dei pastori.
Dei pastori e aggiungerei anche dei maghi.

Intendi i re magi: Gaspare, Melch. . ..
No ti prego. Non fantastichiamo. Non ho nulla contro l’immaginazione e l’edulcorazione degli avvenimenti, ma cerchiamo di capire bene che cosa è successo.

Sono tutt’orecchi
Leggi con attenzione i vangeli. I tre bei nomi che stavi pronunciando prima della mia interruzione e cioè Gaspare, Melchiorre e Baldassare non appaiono mai. E’ la tradizione popolare che li ha inventati. Forse per farli apparire sotto una luce migliore.

In che senso?
Una traduzione che oggi si potrebbe definire “polically correct” ha coniato il termine magi per sostituirlo al più brutto maghi. Perché se il singolare è mago, il plurale non può essere che maghi. Ma sai che ai miei tempi neanche gli indovini erano ben visti.[11] Ecco perché li ho paragonati ai pastori. Ebbene l’evangelista con l’inserimento nel racconto di questi ospiti, ha dichiarato apertamente che io, Jeshua, ero ... anzi sono venuto principalmente per coloro che sono ai margini.[12] Per i “drop out” diremmo oggi. E che Dio, quando fa le sue scelte, non guarda mai l’esteriorità, ma il cuore.

Molti si chiedono anche oggi, ma che se ne fa un bimbo appena nato di oro, incenso e mirra?
In un contesto pratico: nulla. In un'ottica teologica, invece, sono tre doni carichi di significato. L'oro era simbolo di regalità. I maghi riconoscendomi come loro re dichiarano apertamente che il messia è venuto non esclusivamente per Israele, ma anche per i pagani come loro, quindi per tutta l'umanità. Con l'incenso, intendono sottolineare una cosa simile poiché questo elemento veniva utilizzato nei rituali del tempio dai sacerdoti. Ora sono loro, pagani, che lo donano al Signore. Tutti siamo chiamati ad essere sacerdoti[13]. Non ci sono dei privilegiati. Infine la mirra che veniva utilizzata dalla sposa per profumarsi in onore del proprio sposo. Dio non sarà più esclusivamente lo sposo di Israele[14], ma di tutta l'umanità.

Rimaniamo al periodo della tua nascita. Una domanda che mi ritorna spesso. Ma c’era proprio bisogno di far morire tutti quei bambini innocenti. Non si sarebbe potuto rispettare il disegno divino in altro modo?
Si sarebbe potuto ed infatti così è stato fatto.

Spiegati meglio, per favore.
La cosiddetta strage degli innocenti ad opera di Erode non è confermata storicamente.

Il che equivale a dire che il Vangelo parla di una carneficina che in realtà non è mai avvenuta?
L’unico che riporta questo avvenimento è infatti Matteo. L’intento di Matteo era quello . . . anzi . . . è quello, mi piace parlare al presente, è quello, dicevo, di far conoscere il messia ed il suo messaggio. Ma nel far questo deve tenere conto che il suo pubblico, la sua audience, il suo target, per parlare in termini attuali, è formato da giudei che hanno iniziato il cammino di sequela verso Jeshua, ma ancora vengono attratti inesorabilmente dalla figura di Mosè. Ed ecco allora che non esita ad utilizzare questa tecnica letteraria di relazionare alcuni passi del suo Vangelo ad altrettanti episodi dell’Antico Testamento.[15] Come il faraone ha colpito i bambini ebrei, così Erode colpisce i fanciulli di Betlemme e dintorni e come Mosè si salvò per intervento di Dio, così avvenne anche a Jeshua. Questa è la semplice spiegazione.

IL MESSIA

Penso che sia giunto il momento di parlare di colui che ti ha aperto la strada nella predicazione e cioè Giovanni il battista. Mi dicevi poco fa, se non ho capito male, che lui stesso aveva un’idea sbagliata del Messia?Il mio comportamento lo ha spiazzato. Giovanni, riscontra che non corrisponde a quello che il Messia avrebbe dovuto fare. Lui ed i suoi contemporanei, come ho già detto, attendevano un liberatore, un “purificatore” che avrebbe riportato la giustizia per mezzo della violenza. Difatti due evangelisti sottolineano lo sconcerto di Giovanni e riferiscono che lo stesso, mentre si trovava prigioniero di Erode, aveva inviato alcuni suoi discepoli da me per chiedermi se fossi veramente io il Messia oppure ne dovevano attendere un altro[16]. Ritenni che fosse quasi uno sprone per farmi passare all’azione, più che un dubbio vero e proprio.

Azione che però era già iniziata, seppur in modo diverso dalle aspettative!?
Tant’è che risposi [17] utilizzando le parole di Isaia. [18] La profezia si stava avverando. L’era della salvezza aveva avuto inizio.
Vorrei comunque sottolineare un'ulteriore cosa in merito alla differenza tra quanto atteso e quanto svelato.

Cioè?
Sempre Matteo, quando narra il mio ingresso a Gerusalemme mette in bocca alla folla le seguenti parole: “Osanna al figlio di Davide!”

Osannavano colui che veniva a completare l'operato di Davide.
Sì, torniamo infatti all'idea, sbagliata, che il sottoscritto avesse dovuto ricoprire il ruolo del giustiziere. Tant'è che osannavano il “figlio di Davide”. Figlio, nella nostra cultura, è colui che segue le orme. Quindi Jeshua diretto “erede” di Davide.

E sbagliavano?
Ovviamente! Il regno che andavo a proporre non era certo la restaurazione di quello di Davide, ma come, credo, avremo modo di sottolineare anche in seguito, la nascita di una società basata sull'amore. E di certo la figura di Davide non poteva costituire un riferimento.

E i nostri canti?. . . parlo dei miei anni. . . in cui citiamo questa lode al figlio di Davide. . .
Ho difficoltà a confermarti che. . . sarebbe meglio. . . diciamo così. . . apportare degli aggiornamenti a questi inni.

Credi?
Ne sono convinto! Come potete paragonare la mia figura con quella di Davide? Vai a rileggere quanto è stato scritto di lui sull'Antico Testamento. Se vuoi ti faccio un paio di esempi.

Dimmi pure. . .
Il bel regalo che fece al re Saul per sposare sua figlia Mikal. [19]
Oppure il fatto che il Signore stesso gli proibisce di costruirgli il tempio perché le sue mani erano sporche di sangue.[20]

GESU' E IL DIAVOLO

Ora sono curioso di conoscere la tua esperienza con il diavolo, nel deserto.
Che non c’è stata.

Prego?
Dicevo, che non c’è stata. Torniamo ad un discorso già in parte affrontato. Gli evangelisti non sono stati uomini che mi hanno seguito passo passo nei miei anni di predicazione in Palestina prendendo nota di tutto quanto accadeva sotto i loro occhi. I Vangeli sono stati scritti successivamente alla mia morte ed ogni autore ha inserito quello che in quel momento, per via del periodo, o delle persone alle quali si rivolgeva, gli sembrava meglio.
Pertanto tre evangelisti parlano di un periodo trascorso nel deserto dove il sottoscritto viene tentato. Un lasso di tempo che dura quaranta giorni perché il numero quaranta ha diversi significati:
il tempo passato da Mosè sul monte.[21]
La durata di una generazione.
Gli anni trascorsi da Israele nel deserto. [22]

Il dialogo con il diavolo, quindi, va visto in quest’ottica?
Evidentemente. I tentatori sono sempre stati in agguato lungo la mia strada. Durante la mia vita. Le tentazioni ci saranno sempre, in ognuno di noi, in tutti coloro che decidono di seguire il mio insegnamento. Perché essi, sempre, incontreranno il Satana, colui, cioè che ostacolerà il loro cammino.[23]

A proposito di Satana, del diavolo, di Lucifero. . .
Quanti personaggi e quanta confusione, vero?

[1] Mt 1, 1-16 e Lc 3, 23-38
[2] "Giacobbe generò Giuseppe. . . " (Mt 1,16)
     ". . . ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, figlio di Eli" (Lc 3, 23)
[3] La frase "“Genealogia di Gesù Cristo” viene tradotta letteralmente dalla T.O.B. con “Libro delle origini di Gesù Cristo”. (Mt 1,1)
[4] Gn 5,1
[5] “Quando è nato il bambino di Betlemme, la donna era spesso calpestata nella sua dignità al punto tale che la filosofia greca era arrivata a formulare il terribile dubbio che la donna non avesse l'anima.” Angelo Comastri, Gesù, Ed. San Paolo (pag. 50)
[6] “Circa tre mesi dopo, fu portata a Giuda questa notizia: “Tamar, la tua nuora, si è prostituita e anzi è incinta a causa della prostituzione”” (Gn 38, 24)
[7] Il significato di Racab è “l'allargata”. Connotazione ovviamente derivante dalla professione svolta dalla stessa.
[8] 2 Sam 11
[9] “Anzi, la scure è già pronta alla radice degli alberi; ogni albero che non porta frutto, sarà tagliato e buttato nel fuoco” (Lc 3, 9)
[10] “Egli ha in mano il ventilabro per ripulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel granaio; ma la pula la brucerà con fuoco inestinguibile” (Lc 3, 17)
[11] “... Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia.” (Lv 19, 26) “... non si trovi in mezzo a te chi esercita [...] la magia [...] né chi consulti [...] gli indovini” (Dt 18, 10-11)
[12] “Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono” (1 Cor. 1, 27-28)
[13] “Il sommo ed eterno sacerdote Gesù Cristo, volendo continuare la sua testimonianza e il suo ministero anche attraverso i laici, li vivifica col suo Spirito e incessantemente li spinge ad ogni opera buona e perfetta” (Lumen Gentium 34)
[14] “Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo creatore; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.” (Is 62, 5)
[15] “Caratteristica è la connessione che Mt stabilisce fra gli eventi della vita di Gesù e l’AT considerato come profezia. Un buon numero di citazioni dell’AT si riscontra soltanto in lui (1, 23; 2, 6-7, 15.17-18.23; 4, 14-16; 8, 17; 12, 17-21; 13, 35; 21, 4-5; 27, 9-10), sono introdotte da formule proprie e somiglianti, e si avvicinano di più al testo ebraico”. (J.Mateos-F.Camacho “Il Vangelo di Matteo” Cittadella editrice.)
[16] “Giovanni intanto, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, mandò a dirgli per mezzo dei suoi discepoli: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro?”” (Mt 11, 2)
[17] “Poi diede loro questa risposta: Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella.” (Lc 7, 22)
[18] “Lo spirito del Signore Dio è su di me perché il Signore mi ha consacrato con l`unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l`anno di misericordia del Signore . . . “ (Is 61, 1-2)
[19] “quando Davide si alzò, partì con i suoi uomini e uccise tra i Filistei duecento uomini. Davide riportò i loro prepuzi e li contò davanti al re per diventare genero del re. Saul gli diede in moglie la figlia Mikal”. (1Sam 19, 27)
[20] “. . . tu hai versato troppo sangue e hai fatto grandi guerre: per questo non costruirai il tempio al mio nome, perché hai versato troppo sangue sulla terra davanti a me.” (1Cr 22, 8)
[21]  Es 34,28
[22] “Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, . . . (Dt 8,2)
[23] “Le risposte di Gesù alle tentazioni, mostrano le caratteristiche che dovranno essere proprie dei suoi seguaci: la fedeltà a Dio intesa come servizio e dedizione verso gli uomini; la riflessione e la responsabilità personali in questo servizio e il rifiuto di ogni brama di dominio sugli altri.” J.Mateos – F. Camacho, L'alternativa Gesù, Cittadella Editrice (pag. 58)
 
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